EEA: uno sguardo consuntivo all'ambiente in Europa nel 2012

Il 2012 appena passato ha portato un’ampia varietà di situazioni meteorologiche estreme dai record di caldo e siccità durante l’estate negli USA al record di riduzione dei ghiacci artici, dalle alluvioni sulle isole britanniche durante l’estate, all’autunno  caldo e alluvionale in Italia, fino al caldo record dell’Australia. Se negli USA il 2012 è stato l’anno più caldo mai registrato dal 1880 (secondo le elaborazioni della NOAA), in Italia il 2012 si posiziona solo al quarto posto come anno più caldo, ma a partire dal 1800 (secondo le elaborazioni del CNR-ISAC). A livello globale non ci sono ancora le elaborazioni ufficiali della WMO (World Meteorological Organization), ma il 2012 sarà certamente l’ottavo anno più caldo dal 1880, secondo le ultime elaborazioni della NOAA.

A livello europeo, invece, l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha riportato in una nota che l’ultimo decennio, quello compreso fra il 2002 ed il 2011, con una anomalia della temperatura al suolo di 1,3 °C, è stata il decennio più caldo mai verificatasi in Europa negli ultimi due secoli e cioè rispetto al periodo pre-industriale.

Inoltre l’Agenzia Europea ha osservato quanto segue:

  • 1 FOGLIA CO2Le emissioni di gas serra in Europa si sono ridotte di ben il 2,5% nel solo 2011 rispetto al 2010, nonostante che in molte aree europee ci sia stata una ripresa dalla crisi economica.  La mitezza dell’inverno è stata la causa principale di questa flessione. Ma va inoltre evidenziato che le emissioni europee di gas serra sono diminuite del 17,6% tra il 1990 e il 2011, ben oltre gli obiettivi del Protocollo di Kyoto.
  • Le nuove autovetture europee prodotte e vendute dal 2011 sono state del 3,3% più efficienti di quelle prodotte nel precedente anno 2010.
  • Quasi un terzo dei cittadini europei abitanti in grandi città è stato esposto a concentrazioni elevate, oltre i limiti consentiti, di polveri sottili in aria (PM-2,5) e le polveri sottili, come noto, sono tra gli inquinanti che provocano i maggiori danni alla salute umana.
  • L’inquinamento da traffico urbano rimane ancora un grosso problema in Europa, causando livelli nocivi di inquinamento atmosferico, soprattutto da ossidi di azoto, ben oltre le soglie legalmente consentite.
  • Le aree protette europee hanno raggiunto nel 2012 un quinto del territorio dell’Europa, anche se solo il 4% delle aree marine di pertinenza dall’UE è stato protetto. Questo è un importante risultato da sottolineare nel ventesimo anniversario della Direttiva europea sugli Habitat e della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica.
  • La domanda di materie prime è diventata così forte in Europa che ormai il 20-30% delle risorse naturali, usate in Europa, è importato. L’uso così intenso e poco efficiente delle risorse naturali in Europa produce danni agli ecosistemi ed alla salute umana ben oltre i confini europei.
  • I composti chimici che agiscono sul sistema ormonale – meglio conosciuti come interferenti endocrini e distruttori endocrini – possono contribuire a incrementi significativi dl cancro, diabete e obesità, diminuzione della fertilità e sviluppo di problemi neurologici. Il rischio sanitario in crescita associato a questi composti chimici è una delle principali sfide che l’Unione Europea ha affrontato nel 2012 e negli anni precedenti, sfida che ora deve essere portata a compimento.

 

Per l’anno 2013 l’Agenzia Europea dell’Ambiente darà il proprio supporto allAnno europeo dell’Aria, mettendo a disposizione dati, analisi e valutazioni che saranno utili per la revisione della strategia contro l’inquinamento atmosferico e della legislazione sulla qualità dell’aria, che la Commissione Europea sta effettuando.

 

(Daniela Bertuzzi)

 

Per informazioni e contatti: infoEAI@enea.it