Dal Mondo

Un rapporto sul partenariato globale per lo sviluppo è stato lanciato nel maggio 2013 dal titolo Un nuovo partenariato globale: sradicare la povertà e trasformare le economie attraverso lo sviluppo sostenibile. Prodotto dal Gruppo ad alto livello delle Nazioni Unite sull’Agenda di sviluppo post-2015, il documento invita le istituzioni e la società civile di tutto il mondo a raccogliersi attorno a un nuovo partenariato globale che offra speranza a tutti i popoli del pianeta.

Nel rapporto il Gruppo, istituito dal Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon e co-presieduto dal presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, dalla presidente della Liberia Ellen Johnson-Sirleaf e dal primo ministro britannico David Cameron, lancia i nuovi obiettivi post-2015 che dovranno guidare il mondo verso cinque grandi cambiamenti epocali. Non lasciare nessuno indietro è uno degli obiettivi destinato a diventare lo slogan del prossimo quindicennio. Un primo traguardo irrinunciabile è dunque l’eliminazione della povertà estrema entro il 2030.

Think, eat, save è il motto di quest’anno della Giornata mondiale dell’Ambiente, che si celebra il 5 giugno dal 1972, quando venne proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Come ricorda l’UNEP, l’Agenzia dell’ONU per l’ambiente, ogni anno nel mondo un terzo del cibo prodotto viene gettato durante uno dei passaggi dal produttore al consumatore. Scopo della giornata è sensibilizzare ogni individuo alla riduzione della propria impronta alimentare e ad una gestione più oculata del cibo a livello domestico. Lo spreco di cibo rappresenta anche un’emergenza ambientale, in quanto la gran parte di esso diventa immondizia.

Il 10 giugno l’International Energy Agency (IEA) ha presentato un World Energy Outlook Special Report dal titolo “Redrawing the Energy-Climate Map” secondo il quale il mondo si sta allontanando dall’obiettivo concordato dai governi di limitare l’aumento della temperatura media globale nel lungo termine entro i 2 °C. Negoziati internazionali sono impegnati a tal fine, ma al momento nessun accordo è previsto prima del 2015 e di conseguenza nessun obbligo ne deriverà prima del 2020. Il settore dell’energia è la più grande fonte di emissioni di gas serra e il rapporto presenta un’analisi dettagliata del contributo energetico al cambiamento climatico, ma, a causa delle preoccupazioni economiche internazionali, ci sono segnali che la questione del cambiamento climatico ha perso posizioni nell’agenda politica. La relazione speciale cerca di richiamare l’attenzione sul tema, mostrando che rimandare al 2020 l’implementazione di una più incisiva azione climatica avrebbe un costo economico. Il rapporto propone quattro interventi per contenere l’aumento entro i due gradi: adottare misure specifiche per l’efficienza energetica, limitare l’utilizzo delle centrali a carbone meno efficienti, ridurre le emissioni di metano, eliminare i sussidi per i combustibili fossili.

La 32a edizione dell’International Energy Workshop (IEW) 2013 è stata ospitata dall’Agenzia Internazionale dell’Energia a Parigi dal 19 al 21 giugno. Una delle trenta sessioni parallele è stata dedicata alla modellazione per il World Energy Outlook (WEO), con quattro presentazioni dettagliate dedicate alla fornitura di petrolio, alla produzione di energia, alla domanda industriale e alla domanda nel settore dei trasporti.

Nel corso dell’IEW, l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA) ha tenuto un workshop con l’obiettivo di presentare le proprie attività relative alla raccolta e alla diffusione delle tecnologie rinnovabili e di introdurre REMAP 2030 – tabella di marcia globale delle energie rinnovabili. Il workshop fa parte di una serie di attività di sensibilizzazione per REMAP 2030 per coinvolgere ulteriormente la ricerca energetica internazionale e gli esperti di modellazione e di esplorare opportunità di collaborazione.

Si è svolta a San Pietroburgo dal 27 al 29 giugno la Conferenza Internazionale “L’energia nucleare nel 21esimo secolo”, organizzata ogni quattro anni dall’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA) in collaborazione con l’Agenzia per l’Energia Nucleare (NEA) dell’OCSE al fine di individuare una linea condivisa di sviluppo per l’energia nucleare che tenga conto delle esigenze dello sviluppo sostenibile. L’evento, che ha visto la partecipazione di 89 paesi e 7 organizzazioni internazionali, ha costituito l’occasione per sottolineare, tra l’altro, quanto la sicurezza nucleare e una comunicazione trasparente siano fondamentali per il proseguimento dell’uso dell’energia nucleare.

Ancora organizzata dall’AIEA, si è tenuta a Vienna dal 1° al 5 luglio la Conferenza internazionale sulla sicurezza nucleare aperta alla partecipazione dei 159 Stati membri dell’Agenzia. In questa occasione il Governo italiano, ribadendo il proprio sostegno al ruolo dell’Agenzia nel rafforzare il regime internazionale di sicurezza nucleare, ha espresso l’intenzione di completare rapidamente la ratifica dell’emendamento del 2005 alla Convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari nonché della Convenzione internazionale sulla soppressione degli atti di terrorismo nucleare.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite riunitasi il 9 luglio ha istituito un nuovo Forum per dare maggiore impulso alle politiche di sviluppo sostenibile. L’organismo sostituirà la Commissione delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (che si è formata dopo il Vertice sulla Terra del 1992) per aumentare gli sforzi per affrontare le sfide economiche, sociali e ambientali globali. La decisione fa seguito a una raccomandazione di “Il futuro che vogliamo”, il documento finale della Conferenza delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, nota come Rio +20. Il Forum si riunirà annualmente a livello ministeriale sotto gli auspici del Consiglio Economico e Sociale (Ecosoc) e, ogni quattro anni, riunirà i capi di Stato. Il primo incontro si terrà nel mese di settembre.

La risoluzione adottata dall’Assemblea sottolinea la necessità di un quadro istituzionale migliore e più efficace per lo sviluppo sostenibile che il nuovo Forum dovrebbe essere in grado di fornire attraverso l’adozione di “una piattaforma dinamica” e di una agenda rinnovata. L’organismo ha il compito di fornire una leadership politica, orientamenti e raccomandazioni per lo sviluppo sostenibile, di dare conto dei progressi compiuti nella realizzazione degli impegni per lo sviluppo sostenibile e di promuovere l’integrazione delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile – economica, sociale e ambientale.

Sempre in tema di Nazioni Unite e sviluppo sostenibile, il 9 agosto il Segretario generale Ban Ki-moon ha lanciato il Sustainable Development Solutions Network (SDSN), una rete globale indipendente tra centri di ricerca, università e istituzioni tecniche per trovare soluzioni ai problemi ambientali, sociali ed economici. Il Network lavorerà con le parti interessate tra cui le imprese, la società civile, le agenzie delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali per individuare e condividere le migliori vie per raggiungere uno sviluppo sostenibile.

Il 16 luglio il Consiglio direttivo della Banca Mondiale ha presentato l’“Energy Sector Directions Paper”, documento di indirizzo che viene aggiornato ogni dieci anni dal titolo Toward a Sustainable Energy Future for All: Directions for the world Bank Group’s Energy Sector, in linea con l’iniziativa delle Nazioni Unite Energia sostenibile per tutti (SE4ALL).

La Banca Mondiale ha deciso di re-impostare la propria strategia in tema energetico, modificando le politiche di prestito per i progetti di nuove centrali elettriche a combustibili fossili. L’obiettivo dell’Istituto finanziario è quello di limitare il sostegno finanziario  a “rare circostanze”, ovvero unicamente a quei Paesi che non dispongono di “alternative praticabili” al carbone, nel tentativo di bilanciare gli sforzi ambientali con le esigenze energetiche dei paesi poveri.

(Paola Cicchetti)

 

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