La protezione solare degli edifici: dalla forma alla prestazione integrata

Le linee per l’efficienza energetica negli edifici passano per una limitazione delle dispersioni e un incremento degli apporti solari gratuiti favorendo, allo stesso tempo, l’utilizzo di luce naturale in ambiente confinato

Protezione solare edifici
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di Tiziana Poli e Andrea Giovanni Mainini - Politecnico di Milano

DOI 10.12910/EAI2016-029

 

Nell’architettura contemporanea si assiste a una sempre più crescente smaterializzazione del muro: le superfici opache lasciano spazio alle superfici trasparenti. Questa trasformazione, evidente soprattutto per alcune specifiche destinazioni d’uso, ha portato a una continua evoluzione delle prestazioni dei vetri (sempre più performanti dal punto di vista termico ed energetico) e, più in generale, del sistema vetrazione unita alle schermature solari (interne e/o esterne).

Vari sono gli obiettivi progettuali, ma le richieste del progettista all’involucro edilizio riguardano la capacità di fornire prestazioni in grado di:

  1. limitare le dispersioni incrementando al tempo gli apporti solari gratuiti (soprattutto durante il periodo invernale) al fine di limitare il fabbisogno di energia per il riscaldamento;
  2. evitare o ridurre efficacemente gli apporti solari gratuiti durante il periodo estivo per ridurre il consumo energetico per il raffrescamento; e
  3. favorire l’utilizzo e modulare la presenza di luce naturale in ambiente confinato (incrementando il daylighting autonomy). …