Qualità dell’aria e tutela della salute

Le smart cities sono città sostenibili in grado di rispondere alle emergenze ambientali. L'inquinamento atmosferico è uno dei principali rischi per la salute delle popolazioni delle città. La valutazione epidemiologica e il risk assessment permettono la conoscenza delle aree critiche per la qualità dell'aria in Italia

Qualita aria tutela salute
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di Antonio Piersanti, Luisella Ciancarella, Francesca Pacchierotti, Pierluigi Altavista e Marina Mastrantonio, ENEA

DOI 10.12910/EAI2017-013

 

L’inquinamento atmosferico è oggi riconosciuto come il principale rischio ambientale per la salute umana e la sua attività cancerogena è stata ormai dimostrata dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro che ha classificato l’inquinamento atmosferico outdoor e il particolato atmosferico nel Gruppo 1, che include le sostanze accertate come cancerogene per l’uomo. La smart city non può quindi essere declinata solo come città efficiente, capace, inclusiva e connessa ma anche sostenibile, e quindi come città capace di mettere al centro interventi per la riduzione degli impatti ambientali e per la risoluzione delle emergenze ambientali ritenute prioritarie. Le emergenze di qualità dell’aria e di salute, in aree urbane e non urbane, di questi ultimi due inverni documentano efficacemente quanto il tema sia tuttora critico.

L’evidenza scientifica relativa agli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana si è arricchita notevolmente negli ultimi anni, grazie alla grande disponibilità di studi epidemiologici che hanno documentato un ampio spettro di esiti sanitari, acuti e cronici, che vanno dai sintomi respiratori alla morbosità e mortalità per cause cardiologiche, respiratorie e tumorali. Le sostanze responsabili di effetti sulla salute sono principalmente il particolato (PM), il biossido di zolfo (SO2), il biossido di azoto (NO2) e l’ozono (O3). È ovviamente il contesto urbano quello in cui si manifestano i maggiori impatti sanitari: circa 359 milioni di cittadini europei (il 72% della popolazione totale europea) risiedono nelle città, di grande e piccola dimensione, e nelle periferie urbane.

La smart city dovrà quindi condividere in modo rapido e “intelligente” anche l’informazione sull’inquinamento atmosferico e sul rischio sanitario che ne deriva, in particolare per gruppi di popolazione particolarmente sensibili. …