Strategie per lo studio della genetica della suscettibilità alle radiazioni ionizzanti

L’impiego di modelli animali portatori di geni che modulano la suscettibilità genetica alle radiazioni ionizzanti può facilitare la mappatura dei loci della risposta individuale alle radiazioni, con importanti ricadute sulla salute umana

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di Simonetta Pazzaglia, Mirella Tanori, Emanuela Pasquali, Arianna Casciati, Mariateresa Mancuso, Anna Saran, ENEA

DOI 10.12910/EAI2017-047

 

Fonti di radiazione naturali e artificiali contribuiscono all'esposizione umana costituendo un pericolo per la salute. Oltre alle radiazioni solari e ai raggi cosmici, la radioattività è presente nel suolo, negli edifici, nel cibo che mangiamo e nell'acqua che beviamo.

Alla complessità di questo scenario si aggiunge l’aumento dell’uso delle radiazioni ionizzanti in medicina, sia in campo diagnostico che terapeutico. In particolare, circa il 50% dei pazienti oncologici è trattato con la radioterapia (circa 120.000 ogni anno in Italia). Nonostante molte evidenze suggeriscano l’esistenza di tangibili differenze nella radiosensibilità individuale, attualmente la radioterapia è prescritta senza considerare tali differenze nella risposta dei pazienti. Malgrado siano stati ottenuti importanti progressi verso piani di trattamento personalizzato, riguardanti soprattutto le modalità di erogazione della dose prescritta, gli sforzi per la comprensione dei parametri biologici che definiscono la radiosensibilità individuale non hanno purtroppo ottenuto un successo analogo. …