DTT, un tokamak per lo studio dei carichi termici dei reattori a fusione

Un progetto italiano da 500 milioni per traghettare la comunità scientifica dalla realizzazione del reattore sperimentale ITER alla realizzazione di un reattore a fusione.  Lo scopo di DTT è fornire soluzioni integrate agli aspetti fisici e tecnologici della problematica dei flussi termici sul divertore, in supporto alla progettazione del divertore per DEMO e dei futuri reattori a fusione. Per questo DTT è stato progettato per riprodurre caratteristiche del bordo plasma e di interazione plasma-parete facilmente scalabili a quelle di DEMO. Il progetto DTT supporta la roadmap europea sulla fusione e darà vita ad un polo scientifico e tecnologico strategico per il sistema italiano, con ricadute di grande rilievo per tutta la comunità scientifica europea e per le aziende italiane

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di Antonio Botrugno e Flavio Crisanti, ENEA

DOI 10.12910/EAI2017-065

 

La roadmap europea per la commercializzazione dell’energia da fusione è regolata dalle linee guida stabilite nel 2012 dall’Agenzia europea EFDA (European Fusion Development Agreement), prima di diventare EUROfusion nel 2014 [1]. L’elemento chiave della roadmap è rappresentato dal reattore sperimentale ITER, che affronta molte delle sfide individuate nelle linee guida del programma ed è oggi riconosciuto a livello mondiale come la via più promettente per lo sviluppo della fusione termonucleare a confinamento magnetico. La seconda fase del programma europeo prevede la realizzazione di DEMO, un reattore atto a dimostrare la fattibilità della fornitura di energia elettrica alla rete. Dopo ITER, infatti, rimarranno ancora da affrontare alcuni problemi come la sostenibilità del ciclo del trizio, l’uso di materiali resistenti agli alti flussi neutronici, la possibilità di operare il reattore in maniera stazionaria.

Una delle principali sfide scientifiche e tecnologiche ancora irrisolte per la sostenibilità del programma fusione nella fase post ITER, è quella di progettare un sistema in grado di sopportare per lunghi periodi i grandi carichi termici e di radiazione previsti sulle componenti affacciate al plasma (come la parete della camera da vuoto e il divertore)…