Sorgenti di neutroni in ENEA per la salute dell’uomo

La forte carenza a livello mondiale di 99mTc, radiofarmaco fondamentale nella diagnostica medico-nucleare, rende sempre più necessario utilizzare gli impianti nazionali, anche di ricerca, per sopperire a tale carenza. L’ENEA, mettendo a disposizione del Paese le proprie infrastrutture operative e quelle in corso di progettazione, si propone come uno degli attori in prima linea nel tentare di risolvere le criticità dei centri di Medicina Nucleare italiani nel breve e nel lungo periodo

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di Pietro Agostini, Marco Capogni, Alessandro Dodaro e Antonino Pietropaolo, ENEA

DOI 10.12910/EAI2017-064

 

La prevista chiusura nel 2018 del reattore nucleare canadese NRU (National Research Universal reactor - Chalk River, Ontario) e l’arresto dell’iter autorizzativo del reattore canadese Maples-1, che avrebbe dovuto sopperire alla mancata produzione del reattore NRU, sono responsabili di una forte carenza a livello mondiale di 99mTc, radiofarmaco fondamentale nella diagnostica medico-nucleare. Il reattore NRU copre, mediante fissione nucleare, il 40% del fabbisogno mondiale di 99mTc ed il 60% degli Stati Uniti, mentre il Maples-1 non è stato autorizzato all’esercizio per problemi di sicurezza legati ad un imprevisto ed inatteso coefficiente positivo di reattività.

Già da qualche anno si è manifestata la necessità di utilizzare gli impianti nazionali, anche di ricerca, caratterizzati da flussi neutronici meno intensi, al fine di sopperire alla carenza del suddetto radiofarmaco attraverso forniture locali da produzione per attivazione neutronica tramite la reazione 98Mo(n,γ)99Mo (il 99Mo è il radioisotopo precursore del 99mTc), sebbene tale metodo risulti avere attività specifiche più contenute rispetto al metodo della fissione nucleare da uranio. …