Associazione Ingegneri Africani: che ruolo nella cooperazione allo sviluppo dell’Africa sub-sahariana?

Fedele a uno dei principi della cooperazione internazionale per cui questo tipo di attività va svolta in accordo tra Paesi eroganti e Paesi riceventi, l’articolo analizza il possibile ruolo della “diaspora” intellettuale dei Paesi in via di sviluppo e si chiede in che modo professionisti che si sono formati in Italia, ma che hanno una forte sensibilità rispetto ai Paesi di origine, possono contribuire al successo della cooperazione internazionale

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Pierre Eyoung, Associazione Ingegneri Africani

DOI 10.12910/EAI2018-067

 

La cooperazione allo sviluppo è una forma di collaborazione che avviene tra Stati (e tra Stati e Organizzazioni Internazionali) il cui obiettivo è lo sviluppo del sistema globale, in particolare di quelle aree considerate deboli. Questa cooperazione non è quindi concentrata sulla semplice crescita economica ma comprende la gamma più vasta possibile di fattori di sviluppo (nutrizione, sanità, istruzione, infrastrutture ecc.). Nasce in ambito governativo e viene affiancata e sostenuta grazie a un forte sistema di valori a cui sono ancorati numerose rappresentanze delle organizzazioni della società civile. La cooperazione governativa si occupa del trasferimento di risorse finanziarie, assistenza tecnica, servizi e beni da un governo o da un organo pubblico di un Paese sviluppato a favore di un Paese in via di sviluppo, mentre la cooperazione non governativa è maggiormente slegata da interessi politico-economici particolari e rappresenta il canale privilegiato delle istanze provenienti dalla società civile (in particolare Organizzazioni Non Governative). Attualmente ci sono molte Organizzazioni Non Governative italiane (APS, Onlus, no profit ecc.) che gestiscono dal punto di vista operativo dei progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo nell’Africa sub-sahariana. …