La cooperazione allo sviluppo in un quadro critico sugli obiettivi di sviluppo sostenibile

Il Rapporto della Coalizione Italiana Contro la Povertà, associazione di Organizzazioni Non Governative, esprime una posizione critica sulle politiche italiane ed europee di sviluppo sostenibile: nella sua visione tali politiche presentano dilemmi e contraddizioni che limiterebbero il perseguimento dello sviluppo sostenibile sia nei Paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo

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Andrea Stocchiero, Engim Internazionale/Focsiv/Gcap Italia

DOI 10.12910/EAI2018-056

 

Il quadro di riferimento principale per la politica di cooperazione allo sviluppo è costituito dall’Agenda 2030 sugli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). La Cooperazione italiana ha assunto questo impegno nella sua programmazione, ma più in generale il Governo italiano ha cominciato a ragionare sull’impostazione della sua politica generale, dal documento di programmazione finanziaria al bilancio dello Stato, secondo gli OSS. Questi obiettivi sono universali, non riguardano solo i cosiddetti Paesi in via di sviluppo, ma anche, e soprattutto, i Paesi più ricchi e coinvolgono diversi partner tra cui gli attori del settore privato (in particolare le grandi imprese multinazionali). Attori questi ultimi che sono causa e responsabili della maggior parte delle emissioni di gas serra e di modelli di produzione e consumo, catene del valore e accaparramenti di risorse e beni comuni, che sovente non rispondono ai principi di responsabilità sociale e ambientale, provocando quindi disastri, impoverimenti e disuguaglianze. Uno dei problemi di fondo della cooperazione è infatti quello della coerenza del sistema: che senso ha aiutare lo sviluppo dei Paesi impoveriti se contemporaneamente altre politiche, come quella commerciale e dell’energia, e attori privati remano al contrario? …