Punto & Contropunto

Punto & Contropunto è mediata da una tradizione anglosassone. In molte riviste, ma anche in testi divulgativi, si mettono a confronto sullo stesso argomento le opinioni di personalità provenienti da approcci empirici e culturali differenti. Anche la nostra rivista intende proporre questa modalità

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Dopo tanti anni di crisi e di populismi, che di solito accompagnano le crisi, con il tuo libro si scopre un mondo di cui a memoria si è parlato pochissimo, il mondo di “Quelli che se ne vanno”. Fino ad oggi, per i non addetti ai lavori, quelli che se ne vanno fanno riferimento alla cosiddetta fuga dei cervelli. Nel tuo libro però non è questo il tema centrale.

La fuga dei cervelli non è il tema centrale del mio libro, e poi d’altra parte quelli a cui viene data questa denominazione, questa attribuzione in realtà, si irritano sempre. Una volta, tipo 20 anni fa, c’era qualcuno che aveva trovato un impieguccio in qualche piccola università americana e vantava la sua esperienza di espulso dalla ricerca italiana, era “fuga dei cervelli”. Ora invece i ragazzi italiani che, usciti dall’università italiana, vincono alla grande i concorsi nelle università straniere, se uno li chiama cervelli in fuga si arrabbiano e dicono: “No, siamo dei ricercatori che hanno trovato lavoro all’estero”. Sanno tutto, magari prima hanno anche provato qualche concorso in Italia e sanno che la riduzione dei finanziamenti alla ricerca scientifica dà minori opportunità di occupazione nella ricerca e nelle università …