Ricerca di metodi innovativi per l'analisi e la valutazione dell'erosione dei suoli mediante analisi isotopiche

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Tipo di pubblicazione : VOLUME


A cura di: Sergio Grauso, Filippo Onori


Editore: ENEA


pp. 96, 2006


ISBN: 88-8286-151-1


Prezzo: gratuito


 

L’erosione del suolo è da molto tempo oggetto di studi e ricerche finalizzati all’individuazione di metodi, che ne consentano la sua valutazione. Nel corso degli ultimi 50 anni sono state messe a punto diverse metodologie basate sull’utilizzo di modelli che correlano la perdita di suolo a diversi tipi di parametri fisici che influiscono sulla sua erodibilità, fino ai più recenti modelli matematici, che cercano di riprodurre il processo di erosione e trasporto delle particelle erose.

Una metodologia, nata negli anni 60-70 e tuttora applicata in studi in diverse parti del mondo, è basata sull’analisi del Cs-137. Quest’ultimo è un isotopo radioattivo di origine artificiale, prodotto nelle esplosioni degli esperimenti nucleari effettuati a partire dal 1952, anno in cui si è verificata la prima ricaduta significativa seguita da un secondo picco nel 1963 e quindi dalle ricadute legate all’incidente di Chernobyl nel 1986. Questa metodologia rende quindi conto dei processi di erosione/sedimentazione avvenuti negli ultimi 40-50 anni, in quanto si basa sull’ipotesi che, in seguito alle ricadute atmosferiche, il Cs-137 si sia uniformemente distribuito sulla superficie del suolo e che i successivi processi di erosione/sedimentazione ne abbiano provocato la perdita o l’accumulo.

Nel volume, dopo la descrizione delle aree di studio e delle tecniche utilizzate, vengono riportati i risultati ottenuti con l’impiego delle diverse metodologie. Nella discussione, gli stessi risultati vengono messi a confronto e commentati, e vengono fatte alcune riflessioni sui problemi tecnici che si sono evidenziati nel corso dell’esperienza condotta.

 


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