Post Kyoto e cambiamenti climatici

Tipo di pubblicazione : VOLUME


A cura di: Natale Massimo Caminiti


Editore: ENEA


pp. 344, 2008


ISBN: 88-8286-163-5


Prezzo: gratuito


 

Dopo il IV Rapporto di Valutazione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, uscito nel 2007, che ha evidenziato la connessione tra cambiamenti climatici in atto ed attività umane, è ripreso il dibattito sulle azioni necessarie per contrastare tali cambiamenti e rinnovare gli sforzi per un percorso condiviso a livello globale. L’inizio del primo periodo di adempimento del Protocollo di Kyoto (2008-2012) ha inoltre aperto la discussione sui nuovi impegni degli Stati per il periodo post-Kyoto per stabilizzare i gas serra in atmosfera e contenere le emissioni.

Tali impegni sono stati recentemente trasposti in proposte concrete dalla Commissione Europa nel c.d. pacchetto clima, che si prefiggono di raggiungere l’obiettivo di una consistente riduzione delle emissioni di gas serra al 2020 attraverso un nuovo meccanismo di ripartizione dei compiti tra il livello europeo e gli Stati membri.

In Italia, come indicato nel volume, il raggiungimento di tale obiettivo dovrebbe essere perseguito in maniera fortemente sinergica con l’obiettivo riguardante le fonti rinnovabili (compresi i biocarburanti) e con lo sviluppo di iniziative sul risparmio energetico.

Il quadro delle misure decise e operative e delle misure decise ma non operative permetterebbe di avvicinarsi ad una stabilizzazione delle emissioni di gas serra al 2020, rispetto ai livelli del 2005. Ulteriori riduzioni possono essere raggiunte considerando anche le misure allo studio e di cui si parla.

Nel quadro degli sforzi nazionali per ridurre le emissioni, il ruolo delle Regioni riveste fondamentale importanza per introdurre e realizzare misure efficaci nei settori di loro competenza, come i consumi energetici nei trasporti e negli usi domestici e commerciali. In questi settori, una suddivisione dell’obiettivo nazionale tra le Regioni rappresenta un’opzione che può portare a contributi significativi, anche se non esente da difficoltà di applicazione. Nel presente lavoro si è fatto un tentativo di applicazione della metodologia europea, con alcune indispensabili correzioni, ad un ipotetico burden sharing italiano Stato-Regioni.

Un ultimo aspetto analizzato dal presente lavoro riguarda gli impatti dei cambiamenti climatici e l’adattamento ai loro effetti. Dagli studi internazionali più autorevoli risulta che in tutto il globo gli effetti dei cambiamenti climatici sono già verificabili sia sull’ambiente naturale sia sui settori economici e la popolazione. L’Italia, in particolare, risulta tra i Paesi più vulnerabili dell’intera Unione Europea.

 


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PUBBLICATO IL: 14/06/2008

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