L’Italia, la UE ed uno sviluppo sostenibile integrato per l’energia nell’area del Mediterraneo

Tullio Fanelli, Alessandro Ortis, Federico Testa

(download pdf)

La pace, la stabilità politica, il miglioramento continuo della qualità delle vita per le comunità del bacino mediterraneo sono obiettivi di forte attualità anche per i sistemi politici, economici e sociali dei continenti a cui i paesi del mediterraneo appartengono, Unione Europea compresa.

Tali sistemi sono sempre più interdipendenti ed interconnessi: all’interno di essi emergono, con ruolo strategico e cruciale, sistemi energetico-ambientali che esigono un accresciuto impegno di collaborazione, cooperazione ed integrazione, per raggiungere:

a) sistemi energetici sempre più sicuri, perché dotati di capacità di coperture adeguate proattivamente alla dinamica della domanda, perché funzionanti in sicurezza, perché basati su flussi, interconnessioni e scambi affidabili;

b) sistemi energetici sempre più convenienti per i consumatori, perché economicamente accessibili e competitivi, perché in grado di offrire la qualità di servizi sempre più avanzata tecnicamente e commercialmente, perché disegnati per tutelare sempre meglio il potere della libera scelta;

c) sistemi energetici sempre più rispettosi dell’ambiente, perché coerenti con le esigenze di contenimento delle emissioni clima alteranti, perché sempre più efficienti dal lato produzione e domanda, perché sempre più attenti allo sfruttamento sostenibile delle risorse primarie, rinnovabili comprese.

Tutto ciò riguarda architetture ed evoluzioni di sistemi energetici molto complessi e mercati che esigono regole e programmi ben studiati e condivisi, dinamicamente affinati. A questi fini anche per i paesi del mediterraneo sono necessari quadri legislativi e regolatori coerenti a livello nazionale, armonizzati a livello sovranazionale, disegnati ed applicati da Istituzioni ed operatori che collaborino nel facilitare ed assecondare lo sforzo continuo per il conseguimento degli obiettivi energetico-ambientali già richiamati.

L’Italia, posta per geografia, storia, tradizione e interessi al centro del Mediterraneo, non può esimersi dall’impegno di assumere ruoli da leadership nel processo di sviluppo auspicato; ciò a beneficio dello scacchiere, della UE ed in particolare del proprio sistema energetico-ambientale nazionale.

Il settore energetico ed il semestre di Presidenza italiana del Consiglio UE

Il semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea, che avviene a ridosso dell’insediamento del nuovo Parlamento Europeo e della nuova Commissione Europea, è un’opportunità, non solo per l’Italia, ma per l’intera Europa, per riaffermare i propri ruoli nel panorama energetico mondiale, area del Mediterraneo compresa.

In linea con le previsioni della Commissione Europea, la corretta trattazione delle tematiche energetiche deve tendere anche al consolidamento e al potenziamento delle infrastrutture da impegnare per il flussi e gli scambi con i Paesi limitrofi ed i loro continenti di appartenenza (area del Caspio, Medio Oriente, Nord Africa compresi).

Nel quadro delle relazioni internazionali, un ruolo decisivo può essere pure svolto dagli organismi e dalle associazioni multilaterali che riuniscono Istituzioni ed operatori di settore.

Perciò è necessario che l’Italia consolidi un suo ruolo leader e di paese protagonista circa le collaborazioni e cooperazioni tra Istituzione ed Operatori; questo faciliterebbe la creazione di partnership importanti per la realizzazione di infrastrutture gas (gasdotti, stoccaggi e terminali di GNL) ed elettriche (impianti di generazione da fonte convenzionale e rinnovabile, nonché linee di trasmissione) e consentirebbe all’Italia di offrire il proprio contributo all’indirizzo ottimale degli investimenti rispetto alle esigenze del sistema energetico dei paesi dell’area euro mediterranea e dell’Italia stessa. Gli investimenti nel settore energetico, favoriti dalla necessaria stabilità politica, legale e regolatoria, rappresentano certamente un punto di partenza del partenariato tra l’Unione Europea, l’Italia e i paesi del Mediterraneo.

L’Italia come “hub energetico euromediterraneo”

I paesi del Mediterraneo e i continenti di appartenenza sono in una posizione di complementarietà energetica: da un lato (a sud ed a est del bacino) la disponibilità di materie prime, un crescente mercato di potenziali consumatori e mercati energetici nazionali non ancora liberalizzati; dall’altro (l’UE) un consolidato sistema industriale, con un assetto regolatorio e normativo stabile ed un avanzato livello delle tecnologie, ma ancora fortemente dipendente dall’estero per le fonti di produzione.

L’Italia nel panorama europeo è lo Stato più “collegato e collegabile” con i Paesi del Mediterraneo: per le interconnessioni elettriche sono già operanti i collegamenti con Francia, Slovenia, Grecia, a breve Malta (nel 2014) e Montenegro (nel 2017); per il gas sono già operativi il gasdotto Greenstream con la Libia ed il Transmed con l’Algeria attraverso la Tunisia. Un ulteriore potenziamento e diversificazione dei corridoi di approvvigionamento contribuirebbe a migliorare la sicurezza e l’economicità degli approvvigionamenti stessi.

L’Italia ha una collocazione geografica da ‘hub’ naturale fra l’Europa continentale ed il Mediterraneo, con un accesso privilegiato al Nord Africa, ai Balcani e al Medio Oriente, regioni importanti dal punto di vista energetico. Per tale ragione andrebbero ulteriormente favoriti i collegamenti nello scacchiere menzionato, adottando tutte le misure istituzionali, regolatorie, finanziarie che ne garantiscano la sostenibilità e realizzabilità in tempi brevi.

  1. In questo quadro, già nel 2005, l’Autorità per l’Energia italiana assunse l’iniziativa di promuovere una “piattaforma di dialogo” comune per i Regolatori del Mediterraneo, giungendo alla creazione di un organismo a carattere istituzionale comune (MEDREG, l’Associazione dei regolatori del Mediterraneo), il cui Segretariato permanente fu affidato all’Autorità italiana, quindi con sede in Italia. Si propone pertanto che il ruolo e le attività del Segretariato permanente di MEDREG vengano costantemente ed ulteriormente sostenuti, valorizzando anche iniziative di “gemellaggio” bilaterale, nonché la Flocence School of Regulation (European University Institute) di Firenze.
  2. Sulla spinta di tale successo venne promossa e costituita, nel 2013, l’Associazione MedTSO, l’Associazione dei Transmission System Operators (gli operatori di rete elettrica), con Segreteriato permanente sempre in Italia presso Terna. Si propone che il ruolo, l’attività e la capacità operativa di tale Segretariato siano adeguatamente valorizzati e sostenuti da parte di Terna e delle Istituzioni nazionali ed europee. Recentemente MedTSO ha elaborato e trasmesso alla UE, su richiesta della Commissione, un “Progetto Mediterraneo” (preparato per la Conferenza dei Ministri euro-mediterranei dell’11/12/2013), che viene ora pubblicato anche sul sito ENEA, nella sezione “Idee per lo Sviluppo”, in quanto oggetto di positiva valutazione anche da parte del Gruppo di Esperti relativo.
  3. Circa le infrastrutture per gli approvvigionamenti, si propone che l’Italia, anche in occasione del semestre di presidenza UE, faccia considerare come prioritari i seguenti programmi: per il settore elettrico, le interconnessioni citate nel Progetto MedTSO per il tratto del “ring mediterraneo” riguardante il collegamento nord africano (Egitto-Libia-Magreb) nonché il preliminare collegamento Europa - Nord Africa attraverso Sicilia-Tunisia-Algeria. Per il settore gas si propongono, come prioritari, il potenziamento delle capacità di stoccaggio in Italia, il gasdotto TAP (Italia-Balcani), il gasdotto GALSI (Algeria-Sardegna-Italia continentale) e il potenziamento della capacità di importazione GNL (rigassificatori sulle coste italiane).
  4. Così come già attuato nel settore elettrico e per consolidare un’opportunità di leadership italiana in ambito energetico Meditarraneo, si propone che (così come realizzato da Terna) Snam Rete Gas assuma sollecitamente l’iniziativa per promuovere ed attivare una Associazione mediterranea dei TSO gas, con Segretariato permanente in Italia.
  5. In analogia a quanto già disposto a livello UE ed attuato in Italia circa l’humbumblig delle infrastrutture di trasporto per energia elettrica e gas, sembra necessario ed urgente superare l’attuale regime relativo ai gasdotti essenziali e strategici di collegamento Sicilia-Nord Africa: con la Libia (Greenstream) e con la Tunisia (Transmed), attualmente nelle mani di società offshore non soggette né a fiscalità, né a norme/codici di accesso, né a regolazione di tariffe e qualità di servizio di competenza istituzionale italiana ed europea. Si propone pertanto che siano trasferiti a Snam Rete Gas (già operatore indipendente e sotto il controllo delle istituzioni italiane ed europee) le quote di proprietà ed i diritti di transito detenuti da Eni nelle citate società offshore. In parallelo si propone che il Governo italiano concordi con il Governo tunisino il passaggio da Eni a Snam Rete Gas della concessione per il gasdotto in territorio tunisino TTPC (per il gas proveniente dall’Algeria e destinato all’Italia), specie in previsione del prossimo rinnovo della concessione stessa.

IN QUESTA SEZIONE