Progetto HERMES

 

Hermetia illucens per il recupero e la valorizzazione di biomassa residuale: realizzazione di un modulo prototipale ecosostenibile

FESR Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-2020 POR
(Programma Operativo Regione Lazio)

Costo complessivo del progetto:  132.135,25 € di cui 122.985,25 € parte CREA e 9.150,00 € parte ENEA

Durata: 24 mesi (data inizio progetto: 22 luglio 2021)

Capofila: CREA - Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria

Organismi di ricerca: ENEA - Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile

Coordinatore: Dott. Alberto Assirelli

Status: In corso

  • Domanda di contributo Prot. n. A0375-2020-36593 del 29/10/2020. Contributo concesso a valere sul POR FESR Lazio 2014 - 2020 - Avviso Pubblico “Gruppi di ricerca 2020”
  • Atto d’Impegno prot. n. 0093902 del 12-10-2021, CUP: C35F21001040002

PROGETTO COFINANZIATO DALL'UNIONE EUROPEA

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Biomasse-residuali.jpgObiettivo generale del progetto è la messa a punto di una tecnologia sostenibile per la bioconversione di biomasse residuali mediante l’attività saprofaga del dittero Hermetia illucens (mosca soldato). L’H. illucens degrada le matrici organiche producendo un residuo utilizzabile come ammendante ed una “biomassa entomica” (larve) fonte di biomolecole.

Obiettivi specifici del progetto sono:

  • l’individuazione delle più idonee condizioni operative per l’attività di bioconversione operata dalle larve e delle migliori combinazioni di scarti organici;
  • l’utilizzazione del substrato residuale della bioconversione come ammendante del suolo;
  • la progettazione di un prototipo per l’automazione del processo di bioconversione;
  • l’individuazione di un pool di imprese laziali interessate alla valorizzazione dei risultati (recupero degli scarti, impiego dei residui come ammendanti, estrazione e utilizzo di biomolecole);
  • la diffusione dell’innovazione attraverso attività di disseminazione e divulgazione.

La tecnologia CORS (Conversion of Organic Refuse by Saprophages) mediata dalla mosca soldato è un’importante innovazione di sistema e di prodotto che può contribuire in maniera significativa allo sviluppo di filiere rispondenti ai principi della green economy e della green chemistry. In particolare, risponde perfettamente alla necessità di creare nuove filiere bio-based al fine di favorire la transizione verso una bioeconomia sostenibile e circolare. Il recupero della “biomassa entomica” costituisce il punto di partenza per la creazione di una “bioraffineria per insetti” in grado di originare prodotti ad alto valore aggiunto (composti proteici, olii per applicazioni industriali, nutraceutici, chitosano) mediante l’impiego di tecnologie all’avanguardia.

Le attività del progetto HERMES intendono implementare il trasferimento di risorse tra due o più attività dissimili: quelle a monte che producono residui da reimmettere in circolo per evitarne lo smaltimento, e quelle a valle della bioconversione che si trovano ad utilizzare un bio-prodotto ad alto valore aggiunto ottenuto in maniera sostenibile. Nel caso specifico, il progetto intende creare questo link tra soggetti che nel Lazio operano nel settore agroindustriale e specifici utilizzatori finali operanti nel comparto agricolo (compostatori, aziende produttrici di fertilizzanti), ma che nel medio-lungo periodo possano includere anche altri settori (cosmesi, farmaceutica, tessuti).

Il sistema proposto costituisce il punto di congiunzione idoneo a innescare processi di simbiosi tra imprese in una cornice di elevata sostenibilità sia ambientale che economica. Il trasferimento della conoscenza e la dimostrazione della fattibilità del processo potranno, inoltre, promuovere il passaggio dalla dimensione di laboratori a quella di impresa, costituendo un’opportunità per lo sviluppo e la creazione di start-up innovative e nuovi modelli di impresa incentrati sul processo di bioconversione di residui organici.

 

FINALITÁ

Il progetto ha come obiettivo specifico quello di rendere disponibile una tecnologia sostenibile ed ecocompatibile pronta per essere sviluppata da start-up o aziende di servizio interessate al recupero e alla valorizzazione della biomassa residuale (sottoprodotti dell’agroindustria, scarti dei mercati dell’agroalimentare, la frazione organica della raccolta differenziata urbana, ecc.) e alla creazione di nuove opportunità nell’ambito del settore della green economy.

Tale obiettivo verrà conseguito attraverso due obiettivi intermedi e tre obiettivi finali

Obiettivi intermedi

I due obiettivi intermedi saranno focalizzati sulla definizione delle condizioni operative per lo sviluppo di un modello di bioraffineria basata sull’utilizzo di H. illucens e sull’impiego in agricoltura del substrato derivante dall’attività degradativa dell’insetto

  • OI 1. Ottimizzazione e standardizzazione di un piccolo allevamento massale dell’insetto per la produzione di inoculi (biofabbrica) e prove di bioconversione su scala pre-prototipale di diversi tipi di substrati, tal quali o in miscela tra loro e caratterizzazione della biomassa entomica prodotta (bioraffineria) (WP1)
  • OI 2. Utilizzazione del substrato residuale dell’attività dell’ illucens come ammendante del terreno (WP 2), previa caratterizzazione dei substrati ottenuti dalle diverse miscele e selezione dei substrati che rispondono meglio alla funzione ammendante in agricoltura

Obiettivi finali

Gli obiettivi finali del progetto sono legati alla definizione di un ciclo “chiuso” a valle dei processi produttivi e che vada ad integrazione degli stessi in un’ottica di economia circolare dove

  • OF 1. Progettazione di un modulo prototipale per l’automazione del processo (WP 3) in scala di laboratorio, ma con caratteristiche costruttive trasferibili ad un livello di sviluppo superiore
  • OF 2. Individuazione del pool di imprese localizzate nel Lazio interessate alla valorizzazione dei risultati (WP 4), con riferimento sia al recupero di scarti del comparto agroalimentare sia all'impiego dei substrati come ammendanti, in modo da creare una prima “rete” di stakeholder regionali interessati al recupero smart di risorse finora scarsamente valorizzate
  • OF 3. Stimolare l’interesse e la conseguente diffusione del sistema di recupero messo a punto attraverso attività di disseminazione e divulgazione (WP 5) che mettano in evidenza le potenzialità di sviluppo economico e di protezione ambientale derivanti dall’impiego della tecnologia CORS mediata da illucens.

UNITÁ OPERATIVE

CREA - Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari (CREA-IT)

Il CREA-IT (centro di Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari) è uno dei dodici Centri di ricerca del CREA, il principale Ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari con personalità giuridica di diritto pubblico, vigilato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali (Mipaaf). Il CREA-IT comprende sei infrastrutture scientifiche con sede a Monterotondo (RM), Treviglio (BG), Roma, Milano, Pescara e Torino e 4 aziende agrarie per complessivi 295 ha. Monterotondo è la sede centrale e si occupa di tecnologie e metodologie inerenti all’ingegneria agraria nei sistemi agricoli e forestali con attività prevalenti nei settori della meccanizzazione agricola, della gestione ambientale, delle tecnologie di post-raccolta e della trasformazione di prodotti e biomasse anche a fini energetici, con particolare riferimento al supporto tecnico-scientifico alle politiche di settore e ai processi di certificazione e armonizzazione normativa.
Sede coinvolta nel progetto: Monterotondo (RM)

ENEA – Laboratorio TERIN-BBC-BIC

Il laboratorio TERIN-BBC-BIC fa parte delle strutture dell’ENEA, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile. Il laboratorio svolge attività di ricerca e sviluppo nel settore delle bioraffinerie per la produzione a cascata di biocarburanti, prodotti/materiali “bio-based” e bioenergia a partire principalmente da materie prime di tipo residuale, colture dedicate, colture di microalghe e biomasse acquatiche, di biomasse entomiche, coprodotti delle filiere di produzione di bioetanolo e biodiesel, sottoprodotti dell’industria alimentare, FORSU. Il Laboratorio supporta il sistema industriale e la pubblica amministrazione nell’utilizzo di queste biorisorse come fonti energetiche e prodotti bio-based.

Sede coinvolta nel progetto: Centro di Ricerche Casaccia di S. Maria di Galeria (Roma)

 

LINK CE

 


PUBBLICATO IL: 8 marzo 2022